ACCADEMIA NAZIONALE
DELL'OLIVO E DELL'OLIO
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Convegno : La Cultura e la Coltura dell'Olivo - 28 Ottobre 2018 - Spoleto

Si è tenuto a Spoleto lo scorso 28 ottobre 2018 il Convegno sulla CULTURA E COLTURA DELL'OLIO E DELL’OLIO presso la sede del CREA-OFA di Via Nursina, 2 alla presenza di autorità ed esponenti autorevoli della ricerca e di aziende leader della filiera. Il Convegno si è aperto con i saluti dell’Assessore alla Cultura e allo Sviluppo Ada Urbani e del Sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis, a cui sono seguiti quelli dell’Assessore all’Agricoltura della Regione dell'Umbria Fernanda Cecchini, del Presidente della Fondazione Carispo Sergio Zinni e del Presidente delle Strade dell'Olio della DOP Umbria.

Tutti gli interventi delle autorità hanno sottolineato l’importanza che l’olivo e l’olio rivestono per Spoleto e per l’Umbria sia dal punto di vista dell’economia locale e regionale che per i servizi immateriali ed ambientali che questa coltura svolge da tempo immemorabile. Non è possibile immaginare il paesaggio umbro senza gli olivi, così come la gastronomia senza i prodotti dell’olivicoltura. A tale proposito il titolo del convegno, come è stato rimarcato dall’Assessore Urbani, ha voluto proprio ricordare che esiste non solo un importante aspetto produttivo legato all’olio e all’olio nel territorio spoletino, ma è tutta la cultura del circondario e dell’Umbria ad essere profondamente influenzati dalla sua coltivazione.

 

Le relazioni tecnico-scientifiche hanno affrontato in modo più approfondito gli stretti legami che intercorrono tra l’olivicoltura e le molteplici funzioni che ricopre. Docenti  universitari provenienti sia dall’Universita’ di Perugia che altri atenei italiani hanno evidenziato lo stato delle conoscenze su aspetti molto attuali dell’olivicoltura. Il Presidente dell’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio e docente presso l’Universita’ di Pisa, Riccardo Gucci, ha mostrato alcune criticita’ del settore dal punto di vista produttivo e l’evoluzione nelle tecniche di raccolta dei frutti. La raccolta rappresenta la principale voce di costo nell’oliveto ed oggi esistono numerose a quella manuale, tra cui nuove macchine a raccolta laterale che possono consentire dei notevoli passi in avanti anche nella progettazione e gestione dei nuovi oliveti. Sicuramente piu’ veloci ed evidenti i progressi fatti dalla ricerca nel settore della trasformazione, per cui oggi il frantoio e le macchine e tecnologie utilizzate sono completamente diverse da quelle impiegate nel passato – ha detto Maurizio Servili, Universita’ di Perugia, nel presentare l’evoluzione nella qualita’ dell’olio extra-vergine di oliva.

Obiettivo del convegno e’ stato comunque illustrare i tanti ruoli che l’olivicoltura gioca per l’intera collettivita’. Ad esempio, e’ spesso richiamato il ruolo ambientale della coltura dell’olivo, nella protezione del suolo e il mantenimento delle pendici collinari. In aggiunta, vi e’ grande interesse per la capacita’ dell’oliveto di sequestrare carbonio nell’atmosfera, ovvero contribuire positivamente a ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, come chiaramente espresso da Primo Proietti, Universita’ di Perugia, che ha presentato risultati originali di ricerca svolta in Umbria ed altre regioni italiani. Ci sono le basi scientifiche per ipotizzare di compensare i produttori olivicoli in aree marginali con alti costi di produzioni in base al ruolo attivo che la coltura ha nel trattenre carbonio invece che immetterlo nell’atmosfera.

Nello scorso giugno la FAO ha riconosciuto come sistema agricolo la fascia olivata Assisi-Spoleto, un risultato di grande importanza per lo sviluppo rurale e del turismo dell’intera regione, ha sottolineato Bernardino Sperandio, Sindaco di Trevi. E proprio sul paesaggio dell’olivo in Umbria ed altre regioni italiane si e’ concentrato di Giuseppe Barbera, Universita’ di Palermo, presentando le unicita’ del nostro paesaggio agrario cosi’ come le sfide per la sua salvaguardia. Il paesaggio non e’ un elemento statico, ma deve essere apprezzato nella sua evoluzione. Quello olivicolo e’ un vero marcatore storico, che costituisce un potenziale volano per la valorizzazione territoriale e dei prodotti agricoli di tutta Italia. Proprio sulla valorizzazione del prodotto si e’ soffermato Andrea Marchini, Universita’ di Perugia, che mostrato come tra i tanti fattori considerati importanti ai fini del marketing per la fidelizzazione del consumatore, alcuni tra cui la certificazione e l’identita’ del prodotto siano prevalenti rispetto ad altri.

Al termine vi e’ stato un interessante dibattito, con le conclusioni dell’Assessore Urbani, che nel ringraziare il CREA-OFA che ha ospitato il convegno, ha auspicato che anche la storica struttura di Via Nursina possa non chiudere definitivamente, ma essere recuperata per un ruolo ancora attivo ai fini della cultura dell’olio extra-vergine. In definitiva una mattinata di aperto confronto su temi di importanza nazionale, a ribadire il ruolo centrale che la citta’ di Spoleto ha nella produzione di olio extra-vergine e nella valorizzazione della cultura dell’olivo e dell’olio, e che intende ribadire in futuro anche attraverso iniziative di allestimento museale, mostre e attivita’ di formazione di alto livello coinvolgendo tutte le istituzioni e le aziende private presenti sul suo territorio fortemente impegnate nel la filiera olivicolo-olearia.

 
 
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