ACCADEMIA NAZIONALE
DELL'OLIVO E DELL'OLIO
bandiera italiana dell'accademia dell'olivo e dell'olio

Statuto

Art. 1
L’Accademia Nazionale dell’Olivo costituitasi il 12 giugno 1960 riconosciuta personalità giuridica il 30.04.1982 con sede
legale a Spoleto, assume la seguente denominazione “Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio” e si propone di contribuire
al progresso delle conoscenze volte alla valorizzazione dell’olivo e dei suoi prodotti.
Art. 2
L’Accademia ha durata illimitata e potrà essere sciolta con deliberazione dell’assemblea straordinaria da adottare conforme-
mente a quanto previsto statutariamente.
Art. 3
L’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio è un’organizzazione apolitica e non lucrativa regolata a norma del Titolo II,
Capo III del Codice Civile, nonché dal presente statuto.
L’Accademia si propone di conseguire i seguenti scopi:
a) promuovere studi, ricerche e discussioni sui maggiori problemi concernenti l’olivo e l’olio;
b) organizzare corsi di lezioni o letture, tenute dagli Accademici o da altre persone invitate dal Consiglio Accademico relati-
ve al miglioramento della coltura dell’olivo ed alla valorizzazione dei suoi prodotti;
c) costituire osservatori, laboratori e commissioni di studio;
d) organizzare convegni per la trattazione dei più vitali problemi di ordine tecnico-economico, giuridico e nutrizionale, in
accordo con gli obiettivi indicati nell’art.1, nel quadro della agricoltura e dell’economia nazionale e internazionale;
e) pubblicare gli Atti accademici, nonché studi, inchieste, monografie e raccolte di opere, anche attraverso un proprio periodico;
f) assumere o favorire l’iniziativa di mostre olivicole regionali, nazionali e internazionali;
g) collegarsi, nello svolgimento del proprio lavoro, con le Istituzioni pubbliche e/o private nazionali ed internazionali che ope-
rano nel perseguimento degli obiettivi di cui all’art. 1;
h) amministrare fondazioni e contributi per il conferimento di premi a lavori di carattere scientifico o per l’attuazione di
determinati studi;
i) promuovere la costituzione di un apposito “Albo” avente lo scopo di riunire tutti coloro che sotto diversi aspetti contribui-
scono alla esaltazione nell’ambito sociale, economico, artistico e letterario dell’olivo e dell’olio italiano;
l) raccogliere nella propria biblioteca, a disposizione degli studiosi e del pubblico, le pubblicazioni italiane ed estere di carat-
tere scientifico tecnico economico e giuridico riguardanti l’olivicoltura.
L’Accademia può svolgere qualsiasi altra attività, iniziativa, intervento, finalizzati al raggiungimento degli scopi e/o attività di
cui sopra ovvero ad essi connessi o accessori.
Art. 4.
L’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio è composta da “Accademici Onorari”, “Accademici Ordinari”, “Accademici
Corrispondenti” e “Accademici Sostenitori”.
Gli Accademici Onorari vengono scelti fra persone singolarmente benemerite, nel campo dell’olivo e dei suoi prodotti.
Gli Accademici Ordinari debbono essere scelti tra i Corrispondenti.
Gli Accademici Corrispondenti sono scelti fra le persone che si siano distinte negli studi, nell’esercizio della olivicoltura e del-
l’elaiotecnica, nella valorizzazione dei prodotti di pregio e nelle scienze agrarie, economiche, giuridiche e nutrizionali ad esse
attinenti.
Alla categoria Sostenitori possono aderire Istituzioni ed Enti pubblici, Imprese pubbliche e private, personalità italiane e stra-
niere che intendano impegnarsi per il sostegno dell’Accademia e che possano promuovere iniziative per la valorizzazione del-
l’olivo e dei suoi prodotti. L’adesione avviene su domanda degli aspiranti e su proposta del Consiglio Accademico. La parte-
cipazione all’associazione è ispirata ai principi della democrazia e di uguaglianza. Le quote di adesione e di sostegno
all’Accademia sono regolate dal Regolamento ed esse non sono in nessun caso rivalutabili, né rimborsabili, né trasferibili.
Art. 5
Il numero degli Accademici Onorari, Ordinari e Corrispondenti non può essere rispettivamente superiore a trenta, centocin-
quanta e trecento.
Art. 6
Possono essere nominati Accademici Onorari, Ordinari e Corrispondenti anche gli studiosi stranieri che abbiano i requisiti di
cui all’art.4 limitatamente a non più di in terzo di quelli italiani previsti all’art. 5.
Art. 7
Le nomine degli Accademici di qualsiasi categoria sono fatte dal Corpo Accademico, su proposta del Consiglio Accademico
di cui all’art.10.
L’approvazione si effettua con il voto favorevole della metà più uno dei componenti il Corpo Accademico. E’ ammessa la vota-
zione da parte degli Accademici assenti mediante schede inviate alla Presidenza in doppia busta chiusa, delle quali l’esterna
portante il nome e cognome del votante.
Art. 8
La qualifica di Accademico può essere persa per recesso o per esclusione. L’accademico può recedere dall’Accademia in qual-
siasi momento previa comunicazione scritta al Consiglio Accademico purché abbia adempiuto l’obbligo di versamento della
quota di adesione secondo le norme del Regolamento. Il Consiglio Accademico ha facoltà di proporre al Corpo Accademico
la revoca dei soci Onorari, Ordinari, Corrispondenti e Sostenitori che si siano resi incompatibili con la dignità e con le fina-
lità dell’Accademia, dopo aver sentito la pronuncia del Collegio dei Probiviri. La carica di Accademico non è trasmissibile.
Art. 9
Sono Organi dell’Accademia:
L’Assemblea del Corpo Accademico;
Il Presidente e due Vice-presidenti;
Il Consiglio Accademico;
Collegio dei revisori dei Conti;
Collegio dei probiviri.
Art.10
L’Accademia è retta da un Consiglio Accademico composto di un Presidente, di due Vice Presidente e di sei Consiglieri di cui
uno con funzioni di Tesoriere ed uno con funzioni di Segretario. Possono partecipare alle riunioni del Consiglio Accademico
anche i Presidenti delle Sezioni, di cui all’art. 21. Il Consiglio Accademico dura in carica un quadriennio ed i suoi membri
possono essere riconfermati. Il Consiglio Accademico è eletto dagli Accademici Ordinari e Sostenitori riuniti in Assemblea: il
voto può essere espresso personalmente, o con possibilità di delega oppure può essere espresso per corrispondenza, in tal caso
non è consentita delega.
Art.11
Il Presidente ed i Vice Presidenti sono eletti dal Consiglio Accademico tra i suoi membri i quali vengono eletti dall’Assemblea
in un numero di nove.
Art.12
Il Presidente ha la rappresentanza legale e giudiziale dell’Accademia e potrà pertanto validamente rappresentarla in tutti gli
atti, contratti, giudizi e rapporti con terzi in genere compresi enti, società, istituzioni pubbliche e private. Il Presidente con-
voca e presiede le adunanze, firma gli Atti Ufficiali, ne cura l’incremento e lo sviluppo.
I Vice-Presidente coadiuvano il Presidente nell’esercizio delle sue funzioni.
In caso di impedimento, il Presidente sarà sostituito dal Vice-Presidente più anziano.
Art. 13
Il Collegio dei revisori dei conti è costituito da cinque membri di cui tre effettivi e due supplenti eletti dall’Assemblea. I mem-
bri del Collegio durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati. Il Collegio elegge nel suo seno il presidente.
Il Collegio esamina la contabilità dell’Accademia, ne controlla la gestione, fa il controllo di cassa, verifica i bilanci consuntivi
di cui predispone le relazioni che devono essere presentate in Assemblea, unitamente ai bilanci.
Art 14
Il Collegio dei Probiviri è composto da cinque Accademici ordinari di cui tre effettivi e due supplenti, scelti tra gli Accademici
più anziani di nomina ed eletti dall’Assemblea su proposta del Consiglio
Art.15
Per l’applicazione delle norme contenute nel presente Statuto, nonché per meglio disciplinare lo svolgimento delle diverse atti-
vità dell’Accademia, il Consiglio Accademico darà corso alla emanazione di un Regolamento generale per il proprio funzio-
namento che stabilisca anche le attribuzioni del Segretario e del Tesoriere.
Art.16
Il Consiglio provvede a quanto concerne l’attività scientifica, culturale e amministrativa dell’Accademia. In particolare:
1) nel mese di dicembre alla compilazione del bilancio di previsione per l’anno successivo; entro il mese di marzo alla reda-
zione del bilancio consuntivo dell’anno precedente da presentarsi all’approvazione del Corpo Accademico, entro il succes-
sivo mese di aprile;
2) il consuntivo deve essere corredato dalla relazione scritta di tre Revisori dei Conti nominati per ogni quadriennio tra gli
Accademici Ordinari del Corpo Accademico, i cui compiti sono quelli previsti dal codice civile.
3) predispone i programmi dell’attività scientifica e culturale dell’Accademia.
E’ fatto divieto all’Accademia distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale
durante la vita dell’Accademia. Gli utili o avanzi di gestione dovranno essere impiegati per la realizzazione di attività istitu-
zionali o di quelle direttamente connesse o, se del caso, accantonati a riserva per futura destinazione.
Art. 17
Le deliberazioni del Consiglio Accademico non sono valide se non presenti almeno 5 (cinque) Consiglieri.
Art. 18
Il Corpo Deliberante dell’Accademia è costituito dagli Accademici Ordinari e Onorari i quali possono aderire alle cariche
accademiche.
Art. 19
Le deliberazioni del Corpo Accademico in seconda convocazione sono valide qualunque sia il numero degli intervenuti.
Art. 20
Le adunanze del Corpo Accademico sono pubbliche se destinate a letture, conferenze e discussioni su argomenti di carattere
tecnico e scientifico e a relazioni sulla attività dell’Accademia. Alle discussioni pubbliche possono prendere parte anche i non
Accademici.
Art. 21
Possono essere costituite presso l’Accademia sezioni permanenti per approfondire studi, rilevazioni ed esperienze in accordo
con gli obiettivi dell’art.3. Esse saranno ordinate in base al Regolamento proposto dal Consiglio ed approvato dal Corpo
Accademico
Art. 22
L’anno Accademico ha inizio il 1 gennaio e coincide con l’esercizio finanziario.
Art. 23
I beni che costituiscono il patrimonio dell’Accademia sono descritti in appositi inventari.
Il patrimonio iniziale è costituito dalle quote sociali di partecipazione che vengono determinate in £ 10.000 (diecimila lire
pari a 5,16 Euro), una tantum per ciascun Socio Ordinario fondatore. Detto patrimonio potrà essere integrato dai contribu-
ti di Enti pubblici, privati ed altri.
Più segnatamente i mezzi finanziari e patrimoniali necessari per il conseguimento degli scopi dell’associazione sono costituiti:
- dai beni mobili ed immobili che essa possiede o potrà possedere in avvenire;
- dalla quota di ingresso e dalle quote associative annue o periodiche degli associati;
- dai contributi ordinari e straordinari degli associati;
- da eventuali contributi dello Stato, delle Regioni, di Enti locali, di enti o istituzioni pubblici anche finalizzati al sostegno di
specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
- da eventuali contributi ricevuti dall’Unione Europea o da organismi internazionali, da privati o di qualsiasi altro genere;
- da eventuali introiti di manifestazioni, pubblicazioni, attività connesse, nonché di eventuali sottoscrizioni e, più in genera-
le, da qualsiasi entrata derivante dalle iniziative sociali;
- da eventuali rimborsi;
- da fondi di riserva costituiti con eventuali eccedenze di bilancio;
- da entrate derivanti da erogazione di servizi ovvero da attività commerciali e produttive marginali nonché da contributi ver-
sati a vario titolo da sostenitori;
- da eredità, legati, donazioni ed elargizioni di associati e di terzi.
Il patrimonio dell’associazione deve risultare dal rendiconto sulla gestione approvato conformemente a quanto previsto statutariamente.
Qualora l’associazione si sciolga per qualsiasi causa e secondo le modalità previste dal presente statuto, il suo patrimonio, dopo
la liquidazione, verrà devoluto ad associazione con finalità analoghe ovvero per fini di pubblica utilità.
Art.24
L’Accademia può bandire concorsi per il conferimento di premi, in base a speciali regolamenti appositamente emanati o
secondo le disposizioni contenute negli Statuti delle fondazioni finanziatrici.
Art.25
Le proposte di eventuali riforme dello Statuto Accademico, fatte dal Consiglio Accademico o anche da un numero non mino-
re di 30 (trenta) Accademici Ordinari, dovranno essere approvate dal Corpo Accademico con delibera presa da due terzi degli
Accademici presenti all’adunata o interpellati per referendum.

 

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